Ceriale, Peagna e il Rio Torsero. Workshop dell’Università

L’ambito territoriale intorno alla riserva del Rio Torsero nella valorizzazione del patrimonio paesaggistico di Peagna e Ceriale. Workshop didattico degli studenti del corso di Laurea Magistrale Interateneo delle Aree Verdi e del Paesaggio.

Adriana Ghersi (Università di Genova), Caterina Mele (Politecnico di Torino)

Le ragioni del workshop. Ceriale e Peagna, un territorio da scoprire e da valorizzare (Caterina Mele)

Il workshop residenziale didattico tenutosi lo scorso giugno a Peagna, grazie all’ospitalità del Comune di Ceriale presso la foresteria di Casa Girardenghi, ha avuto come oggetto lo studio delle caratteristiche naturalistiche, geomorfologiche e territoriali dell’ambito situato nei pressi della riserva del Rio Torsero, finalizzato alla redazione di proposte di progetti di paesaggio da parte degli studenti del corso di laurea magistrale. Di assoluta rilevanza dal punto di vista ambientale, per le caratteristiche di biodiversità faunistica e naturalistica, tali da essere entrati nel novero dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC), sono i territori di Monte Acuto, Poggio Grande e Rio Torsero, che comprendono la Valle Ibà e la Riserva Regionale naturale del Rio Torsero.

Oggetto particolare di studio da parte degli studenti è stato l’ambito territoriale che si estende intorno e lungo l’asse del Rio Torsero, dalla zona della foce situata nella zona costiera di Ceriale fino alle prime propaggini della Valle Ibà, nei pressi del borgo storico di Peagna. In questo ambito si trovano a poca distanza dal mare elementi di straordinaria ricchezza dal punto di vista geomorfologico e della biodiversità: il geosito di rilievo internazionale della Riserva del Rio Torsero in cui si trovano giacimenti fossiliferi, soprattutto lamellibranchi e gasteropodi, risalenti al Pliocene, alcune specie faunistiche e naturalistiche di grande pregio presenti nella Valle Ibà come la rarissima lucertola occellata o il pelotide punteggiato, la presenza di fitocenosi tipicamente mediterranee (essenze eliofile, leccete, ecc.) che coesistono con specie più propriamente tipiche di ambienti ripariali e ombrosi come il carpino nero e la roverella. All’interno di questo quadro di grande ricchezza biologica sono visibili nel paesaggio interessanti elementi di natura antropica, testimonianza delle antiche attività agricole e pastorali, ben armonizzati con il paesaggio naturale, come le caselle in pietra a secco, culture residuali di ulivi, zone di pascolo. Lo stesso borgo di Peagna di origine medievale presenta elementi di interesse storico, costruttivo e paesaggistico. In Peagna si trova inoltre il museo paleontologico Silvio Lai strettamente connesso allo studio dei fossili della riserva naturale del Rio Torsero.

Tra gli elementi da conoscere e valorizzare vi sono, per citarne alcuni, i resti di insediamenti come Capriolo, abbandonato nel medioevo per probabili ragioni di insalubrità, la chiesa trecentesca di S. Giovanni Battista di Peagna, i residui di antichi sentieri dal monte al mare, quasi irriconoscibili oggi per lo stato di degrado.

In un territorio così ricco e costellato di elementi di pregio, naturali e antropici, vi sono tuttavia molte criticità ambientali e paesaggistiche, collegate essenzialmente alle dirompenti dinamiche di urbanizzazione del turismo di massa avviatesi tra gli anni ’60 e ’70 del Novecento, che hanno interessato la fascia costiera stravolgendone gli equilibri ambientali e socio-economici. Obbiettivo principale del workshop è stato dunque essenzialmente quello avviare con gli studenti un percorso di conoscenza e valorizzazione del territorio attraverso gli strumenti della progettazione del paesaggio, nell’ottica di un diverso modello di sviluppo delle economie locali, rispettoso dei valori ambientali e delle tradizioni storiche e culturali dei luoghi, in accordo con i principi dell’Agenda 21 di Rio de Janerio.

I progetti di paesaggio per Ceriale (Adriana Ghersi)

Ceriale si trova in una posizione interessante, tra il limite della piana di Albenga, il mare e la dorsale del monte Piccaro e del Poggio Grande, tra tre differenti paesaggi, quello di un borgo rivierasco dedicato al turismo balneare, quello della piana produttiva agricola intensiva e quello di un terzo paesaggio poco conosciuto, della valle Ibà, con caratteri naturali scientifici e storici di estremo interesse. I progetti degli studenti hanno provato a costruire un sistema di relazioni tra questi diversi paesaggi, per mettere in evidenza le risorse esistenti e valorizzare una rete di itinerari, che possono offrire a tutti l’occasione di comprendere il significato di ciascun elemento.

Attraverso una specifica metodologia di analisi, con approccio multi dimensionale e interdisciplinare, per arrivare alla identificazione dei caratteri e delle funzioni degli elementi del mosaico paesaggistico e alla individuazione delle aree strategiche per la valorizzazione, sono stati esplorati possibili progetti riferiti a tre ambiti, collegati tra loro.

Un gruppo di studenti ha lavorato sulla parte alta del rio Torsero, lavorando sia su un itinerario “naturalistico”, a partire dal museo e dalla riserva del Rio Torsero, che sul nucleo storico di Peagna e sulle connessioni con Ceriale attraverso un percorso “storico-culturale” che valorizza i resti di Capriolo e la fonte Anthia ed uno “panoramico” attraverso gli oliveti.

Attraverso un sistema di ri-attivazione e valorizzazione degli elementi presenti, la proposta suggerisce un approccio leggero, dedicato ai “gourmet” del paesaggio, che possono godere dei sapori dei prodotti locali e delle qualità specifiche della valle Ibà e dei suoi tesori. Interessante il tema della gestione e della fruizione controllata della aree più naturali, anche nella suggestione di poter dormire in alto, con piccole tende (night trekking).

Un altro gruppo di studenti ha invece proposto un progetto che a partire dalla valorizzazione della riserva del Rio Torsero progetta un sistema integrato di aree sportive, agricole e agri-turistiche, prevedendo servizi per il pubblico ma anche il potenziamento di un corridoio ecologico lungo il Torsero, nel tratto tra l’autostrada e il parco acquatico delle caravelle. Dopo un approfondimento sulle serre, sulle aree produttive e sulle strutture ricettive esistenti, nell’area in trasformazione tra le caravelle e l’autostrada si prevedono ad esempio un centro didattico di produzione di cosmetici naturali, un’area per il mercato dei prodotti locali, un museo dei fossili a cielo aperto, un centro per le tartarughe Emys e un agility camp per i cani, collegati dal “Fossil walk”, un percorso alla scoperta di Ceriale tra Natura e Preistoria.

L’ultimo gruppo di studenti ha invece studiato il tratto terminale del Torsero, trasformando il letto del rio cementato in un’area drenante e ricca di vegetazione, trovando spazi per un parco lineare ad ampiezza variabile, che muta a seconda della quantità d’acqua presente, e che si riconnette alla passeggiata a mare già realizzata, tra la ferrovia e la spiaggia, costruendo una connessione ciclabile.

I risultati degli studenti possono offrire spunti di interesse per l’Amministrazione, individuando una serie di interventi lungo il rio Torsero, che in diversa misura, possono costruire nuovi valori e rafforzare le risorse esistenti, creando un sistema di relazioni tra costa ed entroterra. Alcune azioni più semplici possono avere un importante effetto di valorizzazione e di comunicazione, altre richiedono uno sforzo maggiore, come la messa insicurezza della riserva del Torsero, ma costituiscono un presupposto necessario per la valorizzazione del patrimonio scientifico dei fossili. Il Comune di Ceriale, impegnato nella redazione del piano regolatore, può accogliere alcuni elementi e pianificare una serie di fasi, da realizzarsi in tempi diversi, per aggiungere tasselli successivi di un più ampio disegno, in cui il paesaggio possa diventare occasione di miglioramento e sviluppo.

Questo inserimento è stato pubblicato in Notizie. Metti un segnalibro su permalink. Sia i commenti che i trackback sono chiusi.