La rassegna si chiude con il premio ad Alberto Cavanna e il riconoscimento del Presidente della Repubblica

Domenica 2 settembre, con la premiazione del Libro Ligure dell’Anno – Premio Anthia, si sono concluse le manifestazioni della XXXI Rassegna dei Libri di Liguria. Il direttivo ha scelto di premiare il bel romanzo di Alberto Cavanna, “L’uomo che non contava i giorni”, edito da Mondadori, presentato al pomeriggio a Peagna dal professor Franco Gallea e alle 21, presso la Libreria Tenderini a Ceriale, da Stefano Roascio.
Il libro di Cavanna mette in scena, in modo dolce e poetico, la storia di un vecchio marinaio ligure che passa il suo tempo a costruire un gozzo in cantina, noncurante di ciò che gli capita intorno e “non contando i giorni appunto”. Verrà aiutato nella sua impresa da un giovane immigrato magrebino con cui sentirà da subito un senso di comunione e fratellanza, ulteriormente consolidato dalla scoperta di una comune radice culturale mediterranea che avvicina tradizioni e sensibilità. «Il libro – spiega Stefano Roascio, presidente dell’associazione – rappresenta anche la storia di due emarginazioni diverse e speculari: da un lato quella, ovvia, del giovane immigrato in una terra dura e inospitale e dall’altro la figura di un vecchio stanco che non comprende i veloci cambiamenti di una società omologante e sempre più spersonalizzante e che vede nella ostinata costruzione della barca, più che il sogno dei futuri viaggi per il mare, uno strumento di evasione e di resistenza. Queste due figure deboli e emarginate sapranno tuttavia unirsi nella costruzione di un progetto comune. Si tratta di un racconto positivo, anche se dagli esiti parzialmente amari, svolto con sensibilità e poesia e penso che possa bene rappresentare il senso del nostro premio».
L’edizione 2012 della rassegna ha visto la presenza di un vasto pubblico qualificato e interessato, cresciuto rispetto alle ultime edizioni. «Chiudiamo una rassegna – dice Roascio – che ha avuto un successo straordinario: la forte partecipazione ci rassicura nelle nostre scelte, avevamo infatti deciso di puntare su un netto rinnovamento delle proposte culturali, pur restando nel consolidato solco del format della storica rassegna e devo dire con grande soddisfazione che la scommessa appare pienamente vinta, soprattutto per quelle serate, come quelle musicali o quella enogastronomica, che costituivano le maggiori novità nelle proposte».
Tra le moltissime gratificazioni e i riconoscimenti giunti a Peagna, spicca per importanza e prestigio la medaglia del Presidente della Repubblica italiana, inviata in occasione della cerimonia di inaugurazione per i meriti culturali e per l’apprezzamento al programma della XXXI Rassegna. «Una medaglia – commenta Roascio – che ci riempie di grande gioia e soddisfazione. Questo prestigioso riconoscimento proviene dall’intuizione del vicepresidente Angelo Gallea, che ha avviato le pratiche per il patronato del Presidente e dal grande lavoro nostro e di tutto il direttivo che in tempo record ha preparato un corposo dossier che ha convinto gli uffici della Presidenza della Repubblica. Ma questo premio ha radici antiche: se non ci fosse stato lo straordinario lavoro di quanti ci hanno preceduto nell’associazione e hanno fatto crescere fino ad oggi gli Amici di Peagna non avremmo mai ottenuto questo riconoscimento. Ritiro pertanto la medaglia con la legittima soddisfazione del presidente in carica, ma la dedico a tutte le nostre socie e i nostri soci e, in particolare, al professor Franco Gallea e a monsignor Fiorenzo Gerini, veri depositari del premio».

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