La vita da romanzo della duchessa di Galliera

Nel 1927 il Comune di Genova ha acquisito il cospicuo patrimonio documentario rappresentato dagli archivi delle famiglie nel corso di ben 4 secoli, dopo aver ricevuto, in donazione dai De Ferrari, Palazzo Rosso nel 1874, la ristrutturazione del porto nel 1876, l’Opera pia De Ferrari Galliera (abitazioni decorose per gli operai poveri), l’Opera pia De Ferrari Brignole Sale (gestione degli ospedali) e numerose altre fondazioni benefiche.
L’autrice ha condensato le notizie ricavate soprattutto dal fitto scambio epistolare intercorso tra i familiari, intrecciandole con la storia ufficiale e ricavandone un solido romanzo da cui emerge soprattutto la figura di una delle appartenenti alla famiglia dei Brignole Sale: Maria o, per tutti, Marinetta.
Nel romanzo sono riportati momenti intimi e avvenimenti ufficiali; il tutto mette in luce la figura di Marinetta, sposa fanciulla di Raffaele De Ferrari, uomo dal carattere “difficile” e poco espansivo, sovente più teso verso gli affari che verso le gioie familiari. Ciò farà soffrire non poco Maria, espansiva, piena di slanci e di vitalità, amante dei balli, del lusso e della vita di società a cui lei riuscirà comunque a prendere parte ampiamente, nonostante le ritrosie del marito.
Balli, feste, abiti sontuosi (il tutto diffusamente descritto nei carteggi e messi ancor più in risalto dal corsivo, che riporta le lettere integralmente), soggiorni nei centri termali europei frequentati dal bel mondo, la bella vita dei nobili parigini e della corte di re Luigi Filippo d’Orleans, tutto porterebbe a pensare a una vita spensierata e felice (nonostante il marito noioso), ma non è così.
Tutta una serie di tragici avvenimenti attraversano gli anni della gioventù e della maturità della duchessa di Galliera: la morte della prima figlioletta Livia, la drammatica e inaspettata perdita del secondogenito Andrea di 16 anni, l’uccisione involontaria da parte del marito di un servitore (tra l’altro a lui assai affezionato) prostrano la duchessa, anche se non la piegheranno mai del tutto; l’ultimo grande dispiacere le verrà dal figlio Filippo che, convertitosi alle idee del socialismo egualitario, rinuncerà all’eredità della sua famiglia, che lui riterrà essersi arricchita “a spese” del popolo. Lungo tutto il corso della vita Maria Brignole Sale “soffrirà” anche per la mancata indipendenza femminile: a quel tempo le donne erano assolutamente subordinate agli uomini, prima il padre e poi il marito, ma la sua indignazione non andrà mai oltre a vibrate proteste verbali e soprattutto scritte.
Un romanzo storico del tutto privo degli appesantimenti legati alle citazioni, che spesso connotano quel genere di letteratura, per cui il testo avvince e intriga il lettore, che prosegue volentieri la lettura.
I palazzi che poi verranno donati al Comune di Genova sono il sottofondo, con le Ville in Albaro o i palazzi parigini, di una vita brillante, ricca di innumerevoli e soprattutto graditi impegni mondani. Accanto a tutto ciò “scorre” la storia e soprattutto l’avanzare del progresso: il lettore “assisterà” alla nascita delle ferrovie, grosso momento di evoluzione culturale e di ampliamento della comunicazione, pagato con il sudore e lo sfruttamento di masse di braccianti.
(gieffegi)

Marcella Mascarino .
“La duchessa di Galliera”
Ed. Liberodiscrivere
Genova 2011, pp. 378, euro 24

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