Nastro nero

Chi entrasse in casa nostra in questi giorni la troverebbe invasa, più del solito, da pile di libri suddivisi per argomento, timbrati, etichettati, dotati di scheda per la recensione: sulla cassapanca dell’ingresso; ad occupare il tavolo in sala da pranzo; in bilico su qualche sedia; in ceste nello studio…. Libri, libri ed ancora libri!
Stiamo vivendo quello che, mio marito ed io, da anni, chiamiamo “il momento dell’ondata”. Quando, scrittori, editori, amici di… e noi stessi, membri dell’associazione, ricordiamo che la “Rassegna” incombe, che molte sono le cose ancora da fare e che, i libri, queste incredibili creature che ora assumono energia propria ed invadente, devono essere inseriti in computer, catalogati e preparati per l’esposizione e per la biblioteca.
I libri, che durante l’anno giungono con ritmo tranquillo e costante, ora sono piccole valanghe.
Tra due mesi, ci sarà la “Rassegna del Libro di Liguria” e la frazione di Peagna accoglierà ancora i visitatori che soffrono della nostra stessa malattia: la passione per il libro e quindi per la lettura.
Sarà la XXX rassegna.
Trent’anni di vita associativa.
Trent’anni di lavoro, di soddisfazione, di lotta, di delusioni, di amicizie trovate e di legami perduti… tutta una vita piena di attività, di voglia di fare.
Idee nuove buttate sul tappeto, qualcosa è cambiato, qualcosa in noi è cresciuto, qualcosa si è spento.
Trent’anni di incontri, di discussioni a tavolino, di conquiste, di rapporti con Biblioteche, con Facoltà Universitarie e con i “Liguri nel mondo”; voglia di creare, di costruire con gli altri e per gli altri.
Quando qualcuno, ma sono soprattutto giovani, telefona per fissare un appuntamento: “Sto preparando la tesi su… Potete aiutarmi? Avete il libro che…?” è una soddisfazione grande poter dire che sì, il libro c’è, e la nostra disponibilità anche.
La “Rassegna” è una porta, aperta sul mondo di chi con i libri e sui libri, lavora e studia. Certo, non è il “Salone” di Torino, ma è comunque un mezzo per dare un buon impulso all’editoria regionale: che il visitatore possa sfogliare i volumi esposti, ricevere le informazioni necessarie per reperirli, trovare, se le chiede, informazioni sulle zone di interesse culturale o commerciale del territorio, è comunque un volano per il commercio e per la circolazione di quel turismo che oggi si definisce “informato”.
Più che informato, io lo definirei “interessato” al paese che lo ospita, seppure brevemente, e desideroso di non spostarsi come un pacco postale.
In “Rassegna”, c’è lavoro per tutti: turni di assistenza pomeridiani, serali, domenicali… in base alle proprie attività chi può si impegna. Anche i bambini del borgo spesso aiutano….
Trent’anni di attività.
Abbiamo sognato questo momento da lungo tempo, progettando grandi cose per celebrarlo: il quarto convegno internazionale sulla storia dei corsari e dei barbareschi sulle coste mediterranee; eventi particolari; qualcosa di speciale da offrire ai nostri ospiti delle serate culturali, che completano e vivacizzano l’esposizione di Casa Giradenghi.
Avevamo dimenticato, però, l’effetto domino della crisi finanziaria che ha colpito il Paese. Perciò, per poter realizzare l’essenziale della rassegna: mostra, serate, catalogo e… sopravvivere, non festeggeremo il trentennale.
Vorrei listare a lutto la rivista e la porta della nostra sede associativa. Per indicare la delusione, l’amarezza, il rimpianto della nostra solitudine.
Per esprimere lo sconforto e la rabbia impotente.
Per manifestare il disagio di una situazione talmente generalizzata che ci sta intorpidendo…
È mai possibile che, dopo trent’anni di attività si debba rischiare di finire così?
Eppure, nonostante i chilometri di nastro nero che vorrei poter utilizzare, c’è, sotto sotto, ben nascosto, un piccolo grumo di luce, qualcosa che mi spinge a tirare su la testa ed a lottare.
È la consapevolezza dell’aver contribuito a costruire qualcosa di buono.
È la voglia di non cedere.
È il piacere di aprire la porta della biblioteca e trovarmi di fronte un bel viso pieno di speranza
È il sorriso che quel viso mi regala se affermo “Certamente, il libro c’è”!

(di Ferdinanda Fantini)

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